Nel cuore della Città Vecchia di Locarno si trova il Castello Visconteo, di cui rimane oggi il nucleo centrale, databile nelle sue diverse componenti dal XIII al XV secolo.
Quando nel XIII secolo la famiglia milanese dei Visconti allargò la sua sfera di influenza fino alle sponde del Lago Maggiore, fece costruire a Locarno un castello, ampliando una fortificazione precedente, le cui origini sono fatte risalire al 998. Gli abitanti della fortezza e del suo grande complesso avevano un proprio porto, delle mura di protezione ben fortificate e numerose torri di guardia. La costruzione serviva non solo come alloggiamento per la guarnigione, ma dava anche lustro e potenza al casato dei Visconti, che ora dominava il Lago da qui fino ad Angera.
I Visconti vennero cacciati definitivamente dalla regione verso l'anno 1513 dai loro successori, i balivi confederati, funzionari amministrativi comparabili a giudici, che imposero la loro legge per i seguenti 300 anni, fino all’istituzione della Repubblica elvetica.
Il castello, distrutto e ricostruito più volte, fu sempre fulcro della vita nella città. Nel 1803, con l'entrata del Ticino nella Confederazione Elvetica, il castello (o quello che rimaneva di esso) passò di proprietà del Cantone.
Oggi il Castello Visconteo di Locarno ed il suo complesso ospitano il Museo Archeologico, noto soprattutto per una collezione di Manufatti in vetro di epoca romana, dal I al IV secolo dopo Cristo. Il Complesso del Castello include anche Palazzo Casorella, edificio della seconda metà del XVI secolo, noto sia per le sue logge che si aprono sul cortile interno, sia per la grande tela raffigurante il Giudizio di Paride, di Giuseppe Antonio Felice Orelli, del 1773, pittore locarnese del periodo barocco attivo anche presso il Santuario della Madonna del Sasso di Orselina.
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