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La
colleggiata fu costruita tra il 1792 e il 1797 da parte dell’architetto
regio Matteo Zucchi.
Il protiro appartiene alla chiesa precedente: ne fu artefice nel 1648 il
maestro Bernardino Lazzaro; le pitture della volta a botte ed ai lati del
protiro stesso sono di Carlo Mellerio, artista di origine vigezzina vissuto
nel ‘600. Dalla prima collegiata domese, che sorgeva presso il castello e fu
abbattuta nella metà del ‘400 per ragioni militari, proviene il portale
romanico in serpentino.
Manca,tra l’altro, dell’architrave:si ritiene di poterla
individuare in un bassorilievo in serpentino raffigurante, secondo recenti
interpretazioni, Carlo Magno che riceve l’orifiamma e una scena della
battaglia di Roncisvalle. Oggi il bassorileivo è collocato all’interno
della Collegiata, sotto l’affresco della Anime purganti.
All’interno, gli affreschi sono stati dipinti da Lorenzo Peretti, vigezzino
(1774 – 1851). Sull’altare maggiore sta il grande Crocifisso “di
nobilissime forme”, capolavoro del maestro Giorgio de Bernardis da Buttogno.
Attribuite a lui o alla sua scuola, sono pure le statue dei Santi Patroni
nella cappella a destra dell’altar maggiore.
Il grande quadro in coro, che raffiguira i Santi Gervasio e Protasio e la
Madonna Assunta, è di Carlo Giuseppe Borgnis detto lo Sparsicin (1738 –
1804), pittore vigezzino.
Nella cappella di San Carlo, navata destra, la tela “San Carlo che comunica
gli apprendistati” è di Antonio d’Errico, detto Tanzio (1575 ca. –
1635), pittore valsesiano.
Il campanile, che sorge a fianco dell’abside, è una costruzione
solidissima; si tratterebbe di una torre “elevata maggiormente e adattata a
campanile”.
La collegiata di Domodossola ha un capitolo antichissimo, antecedente
all’anno 1000: nel 1547 vi occupò un canonicato Giovanni Antonio
Facchinetti, il futuro papa Innocenzo IX.
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