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L'edificio
in stile tardo neoclassico sorge sulle pendici di una collina
declinante verso quel tratto di strada che unisce Belgirate a Stresa.
Suo primo ideatore e realizzatore fu lo statista Ruggero Bonghi, il quale nel 1855 acquistò in regione "sabbion grosso" alcuni
appezzamenti di terra, dove costruì una piccola villa; nel 1856 comprò
anche le terre della tenuta "la Filippina", con annessa una
costruzione, ottenendo così una proprietà enorme. L'anno seguente il
tutto
fu acquistato dal Duca di Valleombrosa, il quale ingrandì l'edificio
e adibì l'altro caseggiato ad abitazione dei familiari. In un secondo
tempo egli sistemò il terreno circostante ed iniziò a piantare varie
specie di alberi. Nel 1862 il Duca cedette l'intera
proprietà al Marchese Ludovico Pallavicino di Genova, che, a sua volta,
accrebbe l'estensione del parco e lo sistemò "all'inglese", tracciò
viali in modo da collegare l'abitazione sia alla parte alta del giardino sia
alla parte
verso il lago ed apportò modifiche anche all'abitazione fino ad
ottenere la splendida villa che ancor oggi possiamo ammirare nelle sue
linee tardo neoclassiche.
L'impianto architettonico dell'edificio
è perfettamente simmetrico, fatta eccezione per i due bow-windows sovrapposti
sulla parete orientale, la bassa veranda ad occidente è invece un ampliamento
recente. L'edificio è a tre piani con copertura a terrazza caratterizzata da
balaustre sormontate da statue secondo un procedimento che ricorda
l'architettura palladiana.
Come tutte le ville di lago presenta una facciata
particolare, solenne ed austera con un terrazzo che fa da basamento e
dal quale dipartono verso il giardino sottostante due scale laterali
monumentali
e simmetriche.
Nel 1954 i Marchesi Pallavicino decisero di trasformare
il loro meraviglioso giardino in un parco zoologico aperto al pubblico,
tutt'oggi visitato da migliaia di persone: un'area di circa 20 ettari tra viali
fioriti, alberi secolari e un meraviglioso giardino botanico, con più
di 40 specie animali tra mammiferi e uccelli esotici, che vivono in ampi spazi
naturali.
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