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ISOLA BELLA
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Era il 1632, l'isolotto in mezzo al golfo meridionale del
Verbano di fronte a Stresa, detto di
San Vittore, era nuda roccia, residuo di pietra modellata da ghiacciai. Il conte Carlo III
Borromeo iniziava allora la costruzione sull'isola di un palazzo 
da dedicare a sua moglie
Isabella D'Adda. Il gusto architettonico dell'epoca tendeva oramai al barocco, sia pure venato di manierismo. Così è nato quel
capolavoro che oggi si chiama Isola Bella, nome che, se pure sembra un bisticcio fonetico
con Isabella, è tuttavia il toponimo più appropriato per l'isola.
Solo una visita a
questo luogo di delizie può far capire cosa fu l'arte italiana dei giardini barocchi. Quasi
tutta l'isola è occupata dal grande palazzo, alla progettazione del quale contribuirono i
migliori architetti dell'epoca. Nel sontuoso interno le varie sale sono ricche d'opere
d'arte, arredi, un'imperdibile collezione di arazzi con tappezzerie fiamminghe. Nelle sale
sotterranee, il gusto del tempo si riflette nelle grotte artificiali con pareti rivestite
di tufi, conchiglie e specchi di marmo nero, figure di ninfe.
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La ricerca barocca di concepire il giardino come una scenografia
al centro della quale è l'uomo, sta tutta nel celeberrimo parco dell'isola. E' il trionfo
del giardino all'italiana, che ridisegna l'ambiente. Infatti il parco è composto da dieci terrazze sovrapposte a piramide mozza.
Fra statue, fontane, camelie, magnolie, cipressi, agrumi, piante rare fiori in
abbondanza dai mille brillanti colori. In alto, lo scenografico teatro sormontato dal
liocorno, lo stemma della casata Borromeo.
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