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A sud
del paese, con una bella passeggiata nei boschi, si raggiunge la localitą di
Monsorino. Nella necropoli ben si evidenzia l'importanza del culto delle
sepolture e dei gesti sacri: nel 1965 sono stati rivenuti recinti circolari
formati da grosse pietre, insieme ad alcuni sepolcri collettivi che
contenevano urne cinerarie decorate alla maniera della civiltą
italico-settentrionale. Queste popolazioni subirono gli influssi dei celtici,
con i quali entrarono sicuramente in contatto data la presenza delle tombe di
guerrieri del VI secolo a.C. scoperte a Sesto Calende. Dagli scavi effettuati
č emerso che i golasecchiani non utilizzavano un unico metodo per costruire
le tombe, ma si affidavano a diverse tipologie: le tombe in nuda terra
(sostanzialmente delle buche con pietre sul fondo), quelle a cista (costituite
da piccoli ciotoli fluviali collocati intorno all'urna, sulla quale spesso
veniva posta una cupola come copertura), a cassetta (in cui lastre di beola
rivestivano il fondo e le pareti di una tomba, oltre a coprirla interamente) e
a pozzo (tombe di grandi dimensioni costituite da cumuli di grosse pietre
fluviali ammassate nel terreno).
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