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Il
museo dei trasporti fu fondato dal professor Francesco Ogliari nel 1954:
letterato e scrittore e uomo di scienze, tra l'altro è autore di una Storia
dei trasporti in 70 tomi. Un vero cultore della materia, che ha raccolto nel
parco della sua villa di Ranco il frutto delle sue ricerche di oltre 40 anni.
Il museo consente di ripercorrere duecento anni di storia dei trasporti,
facendo rivivere al visitatore emozioni che paiono perdute. - Non è un caso
che il luogo dove sorge si chiami "Villa Fantasia", mondo ideale in
cui l'immaginazione può sbizzarrirsi. Il percorso storico comincia con la carrozza Scharette del 1820 e con la Wurth,
della Utreth Car, che nel 1828 rappresentava il mezzo di trasporto delle
famiglie olandesi su brevi tracciati. In seguito, al cavallo fu affiancata la
locomotiva vapore (una delle più preziose è la "Busseto" del 1892), che venne
a sua volta soppiantata dai mezzi a trazione elettrica (sono presenti diverse
testimonianze di
motrici della Edison dei primi del Novecento e il locomotore
F.S. 242 del 1936). L'autobus a benzina della FIAT (1912) sta a testimoniare
invece l'invenzione del motore a scoppio. Non poteva mancare la metropolitana,
con relativa stazione, nata negli anni cinquanta di questo secolo. Ma il museo
dei trasporti non si esaurisce qui: una ferrovia eolica del 1858, la
funicolare con il sistema "contrappeso d'acqua", le mongolfiere e le
seggiovie sono tutte "perle" che ricordano il passato. Tutto è
studiato nei minimi dettagli e, se ciò non bastasse, è presente anche una
sala cinematografica. Solo un'ultima curiosità: la locomotiva "8"
delle Ferrovie Reggiane è stata persino chiamata a recitare nei film di don
Camillo e Peppone.
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