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La
villa venne costruita a Gazzada, nei pressi di Varese,
dalla nobile
famiglia dei Perabò ed è ricordata dal varesino Adamollo in una cronaca del
1745; fu dei Melzi d'Eril e verso la fine del XIX secolo venne in possesso
della nobile famiglia dei Cagnola. Sorge in una posizione panoramica con una
stupenda veduta del lago di Varese e della chiostra delle Alpi. Carlo Cagnola,
con l'aiuto dell'architetto Chierichetti, fece restaurare la villa trasformando
la sala interna in un vero e proprio museo con arredi e dipinti provenienti da
palazzi milanesi e pavesi. Il parco che la circonda è ricco di alberi rari e
secolari cresciuti in libertà. Il 2 maggio 1946 la proprietà venne donata alla
Santa Sede ed ospita l'Istituto Superiore di Studi Religiosi e dal 1976 anche
la Fondazione Ambrosiana Paolo VI. Carlo Cagnola coltivò un gusto raffinato per
l'arte e a lui è dovuta una particolare collezione di ceramiche oltre a quella
di quadri che, composta da 143 esemplari, vanta pittori del tre-quattrocento
toscano, dipinti settecenteschi con larga presenza di vedutisti veneti. A lui e
a Guido Cagnola, eminente personalità varesina di questo secolo, morto nel
1954, il merito di aver costituito nella villa una nutrita collezione,
anch'essa donata alla Santa Sede.
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