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LAGO DI MERGOZZO - MONTAGNE

 

pilaDue sono le montagne che affondano le loro radici nel lago , il Montorfano e la catena montuosa detta I corni di Nibbio. Il primo e' una montagna isolata , un custode a guardia della valle Ossola , caratterizzato da versanti la cui vegetazione e' totalmente differente , mentre verso il lago , i pendii sono dolci e ricchi di boschi , e le cui piante , man mano che si sale di quota , sono di robinia, di castagno , di betulla e di rovere, sui versanti verso il fiume Toce e il Cusio , i pendii sono aspri e scoscesi, e le rocce nude colpiscono per la loro maestosita'. La seconda ha le stesse caratteristiche vegetative , con l'aggiunta di stupendi boschi di faggio in quota, questa catena e' uno spartiacque naturale , nonche ' confine con quella che e' la pił vasta area selvaggia d'Italia :la Valgrande, diventata parco nazionale nell'aprile del 1992.Partendo dal lago si trovano in seccessione le seguenti cime e bocchette: pizzo Faje', Colma di Vercio, Denti del Gigante, Cima Corte Lorenzo, Bocchetta del Tranquillo, Torrione di Bettola, Bocchetta di Lavatell, Pizzo delle Tre Croci, Il passo dei Sauti', La Teja, il Lesino , il Vallone di Nibbio o Valfredda . Montagna a Mergozzo, come del resto in tutti i paesi alpini, ha sempre significato nella storia della gente, fatica , sudore e sacrificio, attivita' volte allo sfruttamento delle risorse naturali, i mestieri che si praticavano erano : lo scalpellino, il boscaiolo, il carbonaio, l'alpigiano. Segni e tracce di questi antichi mestieri sono evidenti un po' ovunque , decine di cave abbandonate , dove in alcune si possono ancora osservare opere di scultura incompiute e segnate dal tempo, come questa "pila" usatapila come abbeveratoio e ancora presente sul Montorfano , in localitą Sungalina, sui Corni di Nibbio , sono presenti antiche opere di sfruttamento delle risorse minerarie: cave di mica , quarzo , nichel , marmo .Per quanto riguarda l'attivitą' boschiva , un tempo fiorente , soprattutto sulle montagne e nelle valli della Valgrande , data la imponente presenza di faggi , i segni lasciati da questo sfruttamento sono altresi' evidenti , in particolar modo nelle bocchette che dalla bassa Vald'Ossola ,nel territorio montano del Comune di Mergozzo, comunicano con la Valgrande, questi passaggi naturali erano di fondamentale importanza, per il trasporto a valle del legname , basamenti in cemento presenti sulle sommitą delle bocchette ,su cui si ergevano i pilastri delle teleferiche, testimoniano in maniera chiara , questa antichissima attivitą, siamo nella prima metą del novecento, la legna veniva trasportata fuori dalla Valgrande , fino alle pianure di Mergozzo , e spedita quasi tutta nel milanese, tramite navigazione ,prima sul fiume Toce , poi lago Maggiore , fiume Ticino e Navigli. La stessa rotta veniva seguita anche per trasportare i blocchi di Marmo delle Cave di Candoglia , usati per la costruzione del Duomo. Le attivitą legate alla vita degli alpeggi , erano molto fiorenti , anche se in tempi remoti, rovine di alpeggi e di baite ormai distrutte ce ne sono molte, soprattutto nei piccoli alpeggi , dove la vegetazione , con il tempo si e' ripresa con forza, tutto quello che l'uomo con fatica , ha costruito e creato, cosi come le baite ormai crollate, anche quelli che erano dei bellissimi prati, ora sono ritornati boschi . Parlando dei Corni di Nibbio, l'alpeggio pił importante , e ancora ben conservato grazie alle continue ristrutturazioni e' l'alpe Vercio , altri alpeggi e balme sono praticamente "estinti" le si citano solo nei libri dedicati ,e nelle carte topografiche , di seguito sono riportati alcuni nomi: Sassarut, Sciresola, Curt Per, Balmesc, Mundasc, Verdarola, Alpe Corte Lorenzo, Cort Giuvana, Balma dal Giuan, Balma del Valanzin, Sostenno ,ed infine la Balma Fajera , dove esiste un antica storia umana, che sembra una leggenda, e di cui ne racconteremo le voci, nelle pagine dedicate alla cultura. Ritornando a parlare di opere costruite in tempi remoti , nel nostro territorio montano, dobbiamo giustamente citare in questa pagina, le costruzioni e fortificazioni militari , presenti sul Montorfano, furono realizzate durante la prima guerra mondiale, e volute all'epoca , dal comandate in capo dell'esercito Italiano di quei tempi, il generale Luigi Cadorna, nativo di Verbania Pallanza. Temendo un invasione degli eserciti Austro-Germanici , fece costruire una serie di mulattiere, casermette, trincee e depositi bellici , al fine di contrastare una eventuale invasione , queste opere belliche sono molto ben conservate ed evidenti sul Montorfano , realizzati con il pregiato granito bianco della montagna, e utilizzando mano d'opera locale , sia uomini che donne . Questi brevi cenni descritti , riguardanti la vita e le fatiche , secondo noi sono di fondamentale importanza, servono a leggere e a capire nel profondo la montagna, quando si cammina sui sentieri , al di la' dei panorami stupendi , e dei silenzi .

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